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valutazione impatti

La filiera di smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo deve i suoi impatti sostanzialmente a 2 aspetti fondamentali:

  • il trasporto su gomma,
  • la combustione dei rifiuti stessi.

La normativa specifica (D.P.R. 254/2003) prevede infatti o l'invio a incenerimento oppure la sterilizzazione da cui deriva Combustibile da Rifiuti che comunque è destinato a un processo di combustione. La possibilità di collocazione in discarica del rifiuto sterilizzato, sebbene prevista in particolari casi dalla norma, non è, a parere di chi scrive, assolutamente auspicabile considerando gli elevati impatti ambientali propri della discarica e il generalmente elevato potere calorifico dei rifiuti sanitari.

Per quanto da un attenta valutazione della composizione, specifica per settore/reparto di provenienza, si possa, sempre a parere di chi scrive, considerare tecnicamente fattibile un ulteriore trattamento a valle di un impianto di sterilizzazione al fine di separare alcune frazioni da inviare a recupero di materia, ad oggi non risultano impianti strutturati in tal senso e, i quantitativi in gioco probabilmente non sono sufficenti a giustificare gli sforzi necessari.

Tornando alla valutazione degli impatti e agli aspetti sopra evidenziati si ritiene che le possibili strategie debbano essere messe a confronto analiticamente nei seguenti elementi:

  • Impatti economici:
    • del sistema di raccolta/micro-raccolta,
    • del sistema di trasporto verso lo smaltimento finale (che sia di RSP-I o di CDR),
    • di esercizio di un eventuale impianto di sterilizzazione,
    • di avvio a incenerimento presso impianti specializzati.
  • Impatti energetici:
    • del sistema di raccolta/micro-raccolta,
    • del sistema di trasporto verso lo smaltimento finale (che sia di RSP-I o di CDR),
    • di funzionamento di un impianto di sterilizzazione,
    • del recupero derivante dalla combustione (che sia di RSP-I o di CDR considerando l'eventuale differenza in contenuto di acqua).
  • Impatti ambientali:
    • del sistema di raccolta/micro-raccolta,
    • del sistema di trasporto verso lo smaltimento finale (che sia di RSP-I o di CDR),
    • derivanti da eventuali residui prodotti dal processo di sterilizzazione (liquidi e emissioni in atmosfera),
    • derivanti dalle emissioni in atmosfera di un impianto di incenerimento (a valle dei sistemi di abbattimento).
  • Aspetti di rischio:
    • legati alle distanze percorse su strada da materiale a rischio infettivo,
    • legati alla maggiore necessità di verifica di un processo di sterilizzazione rispetto all'incenerimento.

Alcuni impatti non indicati si possono ritenere trascurabili in quanto comuni, o molto simili, nelle diverse strategie, ad esempio: lo smaltimento delle ceneri da combustione (leggere o pesanti),  i sistemi di radioprotezione, gli impianti di sanificazione dei contenitori ri-utilizzabili, ...

Tutti gli impatti sono riconducibili, in modo relativamente semplice, a 2 variabili fondamentali:

1) la posizione geografica dei produttori rispetto agli impianti di smaltimento,

2) i dati di produzione.

Risulta invece molto complesso ottenere i dati di prestazione degli impianti di smaltimento, in particolare per gli impianti di sterilizzazione, dato il modesto impiego attuale sul territorio nazionale, sono spesso disponibili unicamente informazioni commerciali che devono essere verificate accuratamente.

 

 

 

 

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