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sterilizzazione on-site

steril on site

La sterilizzazione dei rifiuti a rischio infettivo effettuata presso la struttura sanitaria che li ha prodotti risponde ai principi di:

  • riduzione dei flussi trasportati di materiale a rischio infettivo e ridotto peso specifico,
  • responsabilizzazione del produttore nella gestione dei rifiuti,
  • riduzione dei costi legati al servizio di smaltimento.

La normativa specifica (D.P.R. 254/2003) all'art.7 consente l'installazione di impianti di sterilizzazione all'interno del perimetro della struttura sanitaria in assenza dell'autorizzazione al trattamento rifiuti prevista dall'art. 208 del D.Lgs. 152/2006. Ovvero il legislatore ha voluto fornire una semplificazione per l'adozione di tale strategia che però non sembra aver generato un reale interesse da parte delle strutture sanitarie. Sono pochissime infatti le strutture, a livello nazionale, che hanno deciso di adottare tale strategia.

La mancata implementazione su larga scala della sterilizzazione "on-site" può trovare giustificazione in uno o più dei seguenti elementi:

  • la consegna dei rifiuti "tal quali" a un soggetto terzo, autorizzato a gestirli, riduce le responsabilità e gli adempimenti da parte della struttura sanitaria,
  • l'adozione di una soluzione "on-site" richiede la disponibilità di strutture,
  • è necessario avvalersi di personale qualificato e/o adeguatamente formato,
  • deve essere formalizzato un contratto e/o una apposita gara per la fornitura dell'impianto secondo specifiche, ad oggi, difficilmente definibili,
  • la struttura sanitaria deve prevedere apposite procedure per manutenzioni, fermi impianto, emergenze,...
  • deve essere individuato dalla struttura sanitaria il corretto canale di smaltimento dei rifiuti sterilizzati,
  • la tecnologia adottata potrebbe richiedere la variazione dei sistemi di raccolta presso i reparti relativamente a frequenze e tipologie di rifiuti.

 

 

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