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sterilizzazione off-site

Per sterilizzazione "off-site" si intende l'adozione del seguente schema:

steril off site

che può rappresentare un alternativa all'incenerimento nel momento in cui consenta di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • sterilizzazione del rifiuto a prescindere dalla carica batterica iniziale*,
  • sostenibilità economica di impianti aventi potenzialità ridotta (da 2000 a 7000 t/y),
  • produzione di rifiuti sterilizzati facilmente destinabili all'utilizzo come CDR in funzione delle loro caratteristiche chimico-fisiche,
  • dislocazione strategica degli impianti in relazione alle strutture sanitarie afferenti al fine di ridurre i flussi trasportati,
  • capacità tecnico-logistica di gestire le tipologie di rifiuti sanitari che non necessitano di sterilizzazione,
  • elevata continuità del servizio (sistemi ad elevata affidabilità, ridondati, manutenzioni programmate, ...),
  • ridotti impatti ambientali e energetici,
  • possibilità di implementazione di utilities performanti di potenzialità ridotta (impianti di movimentazione, sanificazione bidoni, radioprotezione, ... ).

Le prestazioni, l'affidabilità e la collocazione geografica rispetto ai produttori unitamente ai canali di smaltimento del rifiuto sterilizzato ottenuto costituiscono il discriminante tra un impianto concorrenziale rispetto alla filiera tradizionale oppure no.

Per quanto la riduzione dei flussi trasportati presenti elevati vantaggi ambientali dal punto di vista energetico ed economico un sito di sterilizzazione necessità di attente valutazioni che considerino con attenzione tutte le variabili in gioco:

i costi di trattamento e di smaltimento finale del rifiuto sterilizzato devono rientrare nel limite dato dal costo di incenerimento e dalla riduzione ottenuta sui costi di trasporto,

l'energia utilizzata per il funzionamento dell'impianto deve essere giustificata dalla riduzione dell'energia dovuta al trasporto, fermi restando potenziali vantaggi legati al tipo di fonte energetica utilizzata (da combustibili fossili, rete elettrica nazionale, rinnovabile, ... ).

 

 

 

 

* il D.P.R. 254/2003 prevede che gli impianti di sterilizzazione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo garantiscano un S.A.L. - Sterility assurance level - inferiore a 10-6. La norma UNI 10384-1, richiamata dal DPR, specifica che, facendo riferimento a un bioburden pari a 1012 deve essere garantito un abbattimento di almeno 18 logaritmi.

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