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Dati di Produzione

L'evolversi delle prestazioni sanitarie si accompagna spesso a scelte che potenzialmente possono aumentare l'impatto del sistema in termini energetici e ambientali. Si pensi ad esempio al crescente ricorso a materiali monouso oppure all'utilizzo di nuove tecnologie che possono garantire migliori livelli di terapia e diagnosi ma "consumare di più".

Per quanto sia auspicabile e necessario che le strutture sanitarie si orientino sempre di più verso politiche di raccolta differenziata e di acquisti verdi in ogni caso la produzione, ad esempio, di rifiuti infetti (o potenzialmente tali) non può essere ridotta al di sotto di una certa soglia. Nell'ambito delle strategie di smaltimento si valutano i differenti impatti ambientali tra diversi sistemi di gestione dei rifiuti sanitari che devono tenere conto dei dati di produzione sia in termini quantitativi che geografici.

Le aziende sanitarie, in qualità di “Enti produttori iniziali di rifiuti” sono soggetti obbligati alla presentazione, con cadenza annuale, del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) alla Camera di Commercio competente per territorio (ai sensi dell’art. 189 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.). I dati contenuti in tale dichiarazione vengono raccolti e organizzati in una banca dati nazionale e sono resi disponibili per territorio di competenza a Regioni, Agenzie Regionali Per l’Ambiente (ARPA) e Province. Sia a livello nazionale che locale sono state condotte elaborazioni specifiche di tali dati riferite ai rifiuti sanitari.

I rapporti ISPRA forniscono il dato di produzione nazionale per il capitolo CER 18 (specifico per i rifiuti provenienti da strutture sanitarie):

capitolo CER

180000

Non Pericolosi Pericolosi

2009

17.577 173.013
2008 8.420 160.646
2007 6.047 139.227

(produzione nazionale in tonnelate - rapporti ISPRA - Rifiuti Speciali 2010-2011)

Per l'interpretazione di tali dati è necessario considerare che oltre il 90% dei rifiuti pericolosi di cui al capitolo CER 18 sono costituiti dal codice CER 180103* Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, ovvero da Rifiuti Sanitari Pericolosi a Rischio Infettivo. Non rientrano invece nel capitolo 18 gli imballaggi (pericolosi e non) che anche le strutture sanitarie classificano correttamente nel capito 15.

Alcune Regioni predispongono e rendono pubbliche analisi specifiche relative ai rifiuti sanitari che costituiscono un importante voce di costo per il sistema sanitario. Nei prossimi aggornamenti il presente sito verrà arricchito con analisi relativi alle pubblicazioni regionali disponibili che nel frattempo sono già disponibili nelle pubblicazioni del forum. L'autore sarà grato a chiunque vorrà fornire il proprio contributo per arricchire tale raccolta.

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