Caso 2: Sterilizzazione on-site

Nell'ipotesi che la struttura sanitaria di cui al caso 1, avente una produzione di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo pari a 200 t/y provveda a dotarsi di un sistema di sterilizzazione interno gli impatti da trasporto derivano dall'invio a smaltimento dei rifiuti sterilizzati.

Il processo ne riduce il volume e il peso (per via della rimozione di parte del contenuto di liquidi), rimuove inoltre il vincolo temporale dello stoccaggio (fatto salvo il limite di 20 m3 previsto dall'art. 183 del D.Lgs. 152/2006).

Un semplice calcolo, considerando un operatività dell'impianto di 8 h/d per 260 d/y, implica una potenzialità installata di 100 kg/h.

Ipotizzando, in analogia con il caso precedente, che l'impianto di smaltimento finale si trovi a 100 km di distanza dalla struttura il modello di calcolo fornisce:

  • impatto economico pari a 18.560,13 euro,
  • consumo di energia primaria di 2.852.705,14 MJ,
  • emissione di
    • CO2: 180,74    tonnelate
    • NOx: 1.263,03 kg
    • particolato: 34,41 kg
  • l'annullamento del rischio legato al trasporto su strada di materiale a rischio infettivo

(nuovamente si è ipotizzato l'utilizzo di un furgone da 20 m3 circa e rispondente allo standard europeo "euro 3")

In termini percentuali il risparmio economico è di oltre il 50% ma in termini assoluti se il rifiuto sterilizzato ha il medesimo costo di smaltimento dei rifiuti a rischio infettivo la disponibilità per sostenere il processo di abbattimento della carica batterica, data dalla riduzione dei costi di trasporto, sarebbe davvero ridotta: i costi di esercizio, manutenzione, e ammortamento dovrebbero essere inferiori a 17.500 euro/y.

Il modello di calcolo evidenzia dunque che dal punto di vista puramente economico la riduzione dei costi di trasporto potrebbe non essere sufficente a giustificare l'introduzione di un impianto di sterilizzazione on-site.

Solo individuando percorsi di smaltimento del rifiuto sterilizzato più vantaggiosi rispetto all'incenerimento del tal quale è possibile ampiare i margini per sostenere il processo di abbattimento della carica batterica.

Il modello mostra invece considerevoli vantaggi energetici e ambientali derivanti dalla riduzione del trasporto su strada. Occorre in ogni caso prestare la dovuta attenzione agli impatti generati dall'impianto di sterilizzazione, ma il margine di sostentamento appare decisamente più ampio.

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