smaltimento

La normativa prevede che i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo siano smaltiti mediante termodistruzione presso impianti autorizzati e dotati di sistemi che ne consentano il caricamento al forno senza manipolazione diretta e evitandone il mescolamento con altre categorie di rifiuti, oppure avviati ad impianti di sterilizzazione. I rifiuti sanitari sterilizzati possono essere poi smaltiti secondo modalità così schematizzabili:

Smaltimento Rifiuti Sterilizzati

Incenerimento

L’incenerimento o termovalorizzazione è un processo di ossidazione termica che, nel caso specifico dei rifiuti sanitari, oltre all’eliminazione del rischio infettivo, consente di recuperare energia dai rifiuti sfruttandone il potere calorifico. Tale processo trasforma i rifiuti in scorie, ceneri e fumi e, indipendentemente dalla tecnologia adottata, prevede sempre la presenza delle seguenti sezioni tra loro interconesse:

  • zona di accumulo e accettazione: per la gestione dei rifiuti in ingresso,
  • linea di alimentazione: per il convogliamento dei rifiuti alla camera di combustione,
  • camera di combustione (forno): per la distruzione della parte combustibile dei rifiuti (compresi ovviamente tutti i potenziali patogeni in essi contenuti),
  • camera di post-combustione: consente il completamento delle reazioni di combustione dei microinquinanti organoclorurati (principalmente diossine e furani),
  • sistema di trattamento fumi: per l’abbattimento di inquinanti gassosi e particolato solido,
  • sistema di recupero energetico: per il recupero di energia elettrica e/o termica dal calore presente nei fumi di combustione.

schema inceneritore


L'impatto ambientale dell'incenerimento dei rifiuti è essenzialmente legato alle emissioni di inquinanti in atmosfera ed alla produzione di residui solidi derivanti dai processi di combustione e di trattamento fumi.

La scelta della tecnologia di incenerimento dipende generalmente dal tipo di rifiuto trattato, i RSP-I vengono smaltiti o in impianti principalmente dedicati a tale tipologie oppure in impianti destinati principalmente alla combustione di altre tipologie di rifiuti (urbani o speciali) che si sono dotati di una linea di caricamento dedicata e specifica per i contenitori di RSP-I.

Gli impianti dedicati adottano generalmente la tecnologia a tamburo rotante e offrono i seguenti vantaggi:

  • essendoci solo rifiuti sanitari è possibile operare con tempi ottimali di permanenza e di temperatura nella camera di combustione, garantendo un completo incenerimento,
  • è possibile dotarsi di impianti di abbattimento delle emissioni dimensionati per le caratteristiche tipiche dei rifiuti trattati,
  • il tamburo rotante permette di trattare completamente anche la parte liquida dei rifiuti (circa il 30 %)
  • garantiscono generalmente l’assorbimento di flussi maggiori e con frequenza regolare.

Sterilizzazione

“… abbattimento della carica microbica tale da garantire un S.A.L. (Sterility Assurance Level) non inferiore a 10-6. La sterilizzazione è effettuata secondo le norme UNI 10384/94, parte prima, mediante procedimento che comprenda anche la triturazione e l'essiccamento ai fini della non riconoscibilità e maggiore efficacia del trattamento, nonché della diminuzione di volume e di peso dei rifiuti stessi…;”
D.P.R. n. 254/2003 – Art. 2 – lettera m

Per sterilizzazione si intende un qualsiasi processo chimico o fisico che porti all'eliminazione delle forme microbiche viventi, sia patogene che non, comprese le spore e i funghi. Un materiale è considerato sterile se il livello di sicurezza di sterilità - S.A.L. (Sterility Assurance Level) - è non inferiore a 10-6; ovvero quando la probabilità di trovarvi un microrganismo è inferiore ad uno su un milione.

Le tecnologie di sterilizzazione sono ampiamente utilizzate in ambito sanitario per l’applicazione su strumenti che per attività chirurgiche, diagnostiche o terapeutiche entrano in contatto con la cute o le mucose del paziente o vengono introdotti nell'organismo, in cavità, sia sterili che non sterili e tipicamente si suddividono in:

MEZZI FISICI

  • calore
    • calore secco: la sterilizzazione avviene attraverso il contatto dell'oggetto con aria calda che agisce per ossidazione dei componenti cellulari; sono utilizzate la stufa a secco o il forno Pasteur. In media, per una sterilizzazione completa è necessario che sia raggiunta una temperatura di 160º per un'ora o di 180º per 30 minuti. A questi tempi si devono aggiungere poi i tempi di riscaldamento e raffreddamento che portano un ciclo a 180-240 minuti. È una tecnica ormai in disuso e soppiantata dalla sterilizzazione a vapore, avendo lo svantaggio, a causa delle temperature molto alte, di non poter operare su molti materiali termosensibili;
    • calore umido: è una tecnica che sfrutta l'azione del vapore fluente (pentola di Koch) o saturo (autoclave) e elimina i microrganismi mediante la denaturazione delle loro proteine e di altre biomolecole. La sterilizzazione mediante autoclave è la tecnica più diffusa essendo poco costosa e non tossica e data la sua buona capacità di penetrazione. Il meccanismo di funzionamento prevede l'evaporazione dell'acqua per riscaldamento in un recipiente ermetico, il vapore non potendosi disperdere determina un aumento di pressione all'interno della camera. La presenza di una pressione maggiore determina un aumento della temperatura a cui l'acqua evapora. Per far sì che la sterilizzazione avvenga, il vapore deve penetrare in tutte le parti del materiale e mantenersi a una determinata temperatura per un determinato tempo;
  • radiazioni
    • ultraviolette: utilizzate soprattutto per i piani di lavoro o per aria sotto cappa non possono essere considerati sterilizzanti ma piuttosto ad azione batteriostatica cioè di mantenimento della sterilità;
    • raggi gamma: utilizzati prevalentemente in ambito industriale hanno un'ottima capacità di penetrazione e la possibilità di trattare contemporaneamente grandi quantità di oggetti;
    • microonde: l'azione dei sistemi a microonde si basa su due principi: termico e non termico. L'effetto termico deriva dalla capacità di generare rapidissime vibrazioni molecolari determinando un aumento della temperatura e alterando le capacità vitali e funzionali dei microrganismi. L'effetto non termico è dovuto all'energia trasportata dalle onde elettromagnetiche che viene trasferita alla materia colpita. Si ha così la trasformazione di alcuni amminoacidi, trasporto di ioni che influenzano il metabolismo, modifica di segnali elettrici, accelerazione della sintesi del DNA alterandone la trascrizione a RNA con conseguenti aberrazioni cromosomiche.

MEZZI CHIMICI

  • ossido di etilene: il meccanismo d'azione è dovuto all'alchilazione, (cioè alla sostituzione di un atomo di idrogeno con un gruppo alchilico) di gruppi sulfidrilici, aminici, carbossilici, fenolici ed idrossilici delle spore e delle cellule vegetative. Tale processo porta alla morte del microrganismo. I processi a base di ossido di etilene sono in fase di abbandono in quanto si tratta di un gas tossico, esplosivo e infiammabile;
  • glutaraldeide: utilizzata per la sterilizzazione di strumenti medicali quali endoscopi, broncoscopi, emodializzatori, ... che per le loro caratteristiche strutturali potrebbero essere danneggiati da altri trattamenti. La glutaraldeide, infatti, oltre ad avere un ampio spettro d'azione è poco aggressiva sui materiali impiegati per le attrezzature medicali;
  • acido paracetico: presenta notevole attività germicida, anche contro le spore, già a basse concentrazioni (0,001-0,2%). Agisce mediante ossidazione e denaturazione delle proteine, influendo sulla permeabilità cellulare;
  • gas plasma di H2O2: attualmente la tecnologia più innovativa nel campo della sterilizzazione “a freddo” si basa sull'eccitamento del gas allo stato di plasma all’interno di un’apposita autoclave mediante la creazione di un campo elettromagnetico, i radicali liberi generati agiscono sugli acidi nucleici e sulle membrane provocando la morte dei microrganismi.
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