produzione

I rifiuti all'interno di una struttura sanitaria vengono prodotti principalmente dagli operatori che devono disporre di adeguata formazione e di agevole logistica per indirizzarli lungo il percorso più idoneo alla loro gestione in sicurezza.

Tale gestione, oltre che tutelare gli stessi operatori, previene implicazioni, anche gravi, sulla salute dell'uomo in generale e/o sull'ambiente che possono derivare dal "banale" conferimento di un rifiuto all'interno di un contenitore non idoneo. Come caso estremo si può ad esempio immaginare il rischio derivante da un ago infetto introdotto erroneamente in un normale sacchetto per rifiuti urbani ma, in modo meno evidente, il mercurio di un vecchio termometro rotto può causare elevati rischi all'ambiente se non indirizzato allo smaltimento più idoneo sin dalla sua formazione.

Allo scopo di consentire una corretta separazione e gestione dei rifiuti prodotti, la struttura deve mettere a disposizione degli operatori sanitari diversi contenitori etichettati destinati alle corrispondenti tipologie di rifiuto.

Per i rifiuti pericolosi a rischio infettivo, oltre alla garanzia di adeguati livelli di igiene e sicurezza, l'art. 8 del D.P.R. 254/2003 stabilisce requisiti per i contenitori e limiti temporali:

  • doppio contenitore (imballaggio esterno rigido) e durata massima di 5 giorni dalla chiusura del contenitore,
  • limite di 5 giorni è portato a 30 giorni per le sedi in cui sono presenti quantitativi inferiori a 200 litri.

I contenitori per rifiuti a rischio infettivo sono pertanto tutti costituiti da un "sacco" flessibile interno a perdere e da un contenitore esterno che normalmente viene realizzato in cartone ondulato o polipropilene alveolare, se monouso, oppure in polietilene, se ri-utilizzabile previa sanificazione.


contenitori rspi

La capacità di ledere la cute integra dei rifiuti taglienti e pungenti, genera un rischio permanente di veicolare infezioni durante la loro manipolazione, anche quando non sono visibilmente contaminati da sangue o altri liquidi biologici. L’analisi di infortuni e malattie professionali che si verificano nelle Aziende sanitarie riconducibili alla gestione dei rifiuti mostra, infatti, che la quasi totalità degli eventi negativi per gli operatori sono causati da oggetti taglienti o pungenti non correttamente manipolati (es. rincapucciati) o inseriti in contenitori non idonei (es. sacchi per rifiuti urbani).

Il corretto conferimento dei rifiuti taglienti e pungenti prevede l'utilizzo di appositi contenitori in plastica rigida sagomati per consentire un agevole rimozione degli aghi dalle sirighe (facendo in modo che l'ago sfilato cada direttamente nel contenitore) e dotati di un sistema "one way" che non permette la fuoriuscita del contenuto anche in caso di ribaltamento del contenitore.

Dimensioni e forma devono essere scelti in funzione dell'utilizzo specifico (si pensi ad esempio ai lunghi aghi utilizzati per le biopsie), i contenitori per taglienti e pungenti una volta riempiti per 3/4 devono essere chiusi definitivamente e introdotti nel contenitore destinato ai rifiuti a rischio infettivo.

Contenitori taglienti

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