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Filiera di gestione

Se si escludono i rifiuti assimilabili agli urbani quelli a rischio infettivo rappresentano oltre il 90% dei rifiuti prodotti in ambito sanitario. Oltre a costituire la categoria più particolare e delicata il loro smaltimento rappresenta anche la più alta voce di costo.

Appare ovvio pertanto che la normativa specifica (D.P.R. 254/2003) si occupi principalmente della filiera di smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo ai quali viene data la dovuta attenzione anche in questo sito.

Sostanzialmente la norma indica 3 possibili soluzioni:

  1. separazione e raccolta nel luogo di produzione + sterilizzazione in situ (ovvero presso la struttura sanitaria che li ha prodotti) + gestione dei rifiuti sterilizzati come Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR, CSS, RDF);
  2. separazione e raccolta nel luogo di produzione + sterilizzazione off site (ovvero in un impianto esterno dedicato) + gestione dei rifiuti sterilizzati come Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR, CSS, RDF);
  3. separazione e raccolta nel luogo di produzione + invio a impianti di incenerimento specifici (ovvero monoprodotto o dotati di linea di carico dedicata alla camera di combustione).

L'individuazione della migliore strategia da un punto di vista ambientale, energetico, economico e di rischio non può prescindere da una approfondita conoscenza del sistema in esame che ne individui tutte le variabili e le condizioni al contorno che, caso per caso, possono far propendere per l'una o l'altra soluzione. In particolare è necessario analizzare i seguenti processi:

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