pericolosi

La maggior parte dei rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo in esame sono prodotti nelle attività di:

  • laboratorio e anatomia patologia,
  • radiologia (liquidi di fissaggio e sviluppo delle lastre radiografiche),
  • manutenzione della struttura (filtri delle cappe di aspirazione, neon, batterie, ecc).

Nei reparti di degenza si producono infatti un numero limitato di tipologie di rifiuti a rischio chimico, generalmente disinfettanti e termometri al mercurio rotti. Questi ultimi devono essere raccolti all’interno di contenitori rigidi non destinati all’incenerimento, per evitare dannose dispersioni di mercurio nell’ambiente: è vietato, quindi, introdurli nei contenitori per rifiuti a rischio infettivo o taglienti e o pungenti.

Una particolare attenzione deve essere prestata alla classificazione degli imballaggi vuoti che hanno contenuto sostanze pericolose per i quali il catalogo CER prevede il codice 15.01.10* imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze.

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