"particolari"

Farmaci Scaduti

Si tratta di rifiuti classificati non pericolosi e comprendono i medicinali scaduti o non più utilizzabili, esclusi quelli citotossici e citostatici e le sostanze stupefacenti e psicotrope. Tali rifiuti, in confezione integra oppure già aperta, devono essere raccolti separatamente all’interno di un apposito contenitore.
È auspicabile che la procedura interna preveda la separazione dei blister del farmaco dalla confezione in cartoncino e dal foglietto illustrativo, per avviare questi ultimi a raccolta differenziata della carta.

Medicinali citotossici e citostatici

Sebbene le quantità in gioco siano molto inferiori a quelle degli altri farmaci, è stato dimostrato scientificamente che i farmaci chemioterapici antiblastici possono essere cancerogeni. L'esposizione può avvenire per inalazione o per assorbimento attraverso la cute e le mucose, quando si verifica un contatto diretto con i farmaci o indiretto con superfici e indumenti da lavoro contaminati… La preparazione di questi medicinali è generalmente centralizzata nelle strutture in cui avviene la somministrazione. Lo smaltimento generalmente avviene per incenerimento nell'ambito della filiera dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.

Organi e parti anatomiche non riconoscibili e piccoli animali da esperimento

Il D.P.R. 254/2003 (allegato 1 punto 3) prevede che tali rifiuti siano classificati e gestiti come pericolosi a rischio infettivo. Fatte salve le «carcasse degli animali da esperimento, le carcasse intere e le parti anatomiche, provenienti dall'attività diagnostica degli Istituti zooprofilattici sperimentali delle facoltà di medicina veterinaria ed agraria e degli Istituti scientifici di ricerca».

Sostanze stupefacenti e altre sostanze psicotrope

Per gestire correttamente questa tipologia di rifiuti occorre tener presente sia le disposizioni di pubblica sicurezza, tese ad evitare che le sostanze impiegate per la terapia o scartate dalle Aziende sanitarie perché non più utilizzabili vengano immesse nel mercato illecito degli stupefacenti, sia le disposizioni sulla tutela ambientale, tese ad evitare la dispersione di farmaci nell'ambiente: "La distruzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative preparazioni deve avvenire per incenerimento".  Alle procedure di distruzione presso l'impianto di incenerimento presenzia la Commissione di vigilanza, eventualmente assistita da un appartenente al Comando Carabinieri Sanità od alla Polizia di Stato. Di tali operazioni viene redatto apposito verbale che rimane agli atti del Servizio Farmaceutico Territoriale dell'Azienda USL.

Prodotti abortivi, feti e prodotti del concepimento
La gestione è normata dal Regolamento di Polizia Mortuaria che prevede che i prodotti abortivi di presunta età gestazionale dalle 20 alle 28 settimane complete e i feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di gestazione e che non siano stati dichiarati nati morti, devono essere considerati parti anatomiche riconoscibili. I prodotti del concepimento di presunta età gestazionale inferiore alle 20 settimane, in analogia con le parti anatomiche non riconoscibili, possono essere trattati come rifiuti pericolosi a rischio infettivo (codice CER: 18 01 03*). E’ facoltà della famiglia richiederne la consegna ai fini della sepoltura, impegnandosi a sostenerne gli oneri. I nati morti sono considerati defunti a tutti gli effetti.

Rifiuti radioattivi

Nelle strutture sanitarie vengono utilizzati alcuni radioisotopi a scopi diagnostici e terapeutici. Principalmente si utilizzano:

  • Iodio 131,
  • Iodio 125,
  • Trizio (Idrogeno 3),
  • Fosforo 32,
  • ...

La maggioranza dei composti radioattivi utilizzati rientrano nella classe 3 definita dal D.Lgs. 230/1995 (emivita < 75 giorni e concentrazione > 1 Bq/g) e possono pertanto essere depositati in un apposito locale in attesa del loro decadimento e successivamente essere gestiti come rifiuti non radioattivi. Diversamente è necessario conferire i rifiuti radioattivi a smaltitori appositamente autorizzati.

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