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"Non posso portare io l'Anello, ma posso trasportare voi ed esso insieme. Ditegli dove deve andare e lui vi andrà"

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La normativa europea e nazionale nell'occuparsi di rifiuti effettua una macrodistinzione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali, ovvero tra i rifiuti prodotti dal comune cittadino e quelli prodotti dalle aziende.

Se per i primi le strategie si definiscono affrontando sistemi complessi come la raccolta differenziata, il porta a porta, le discariche, gli inceneritori, gli impianti di pirolisi,... i secondi non possono essere trattati come un tutt'uno in quanto ogni ciclo produttivo genera residui specifici che devono essere gestiti in modo specifico.

L'esempio più immediato è quello dei rifiuti radioattivi per i quali ad oggi a livello mondiale non si è ancora trovato un vero e proprio sistema di smaltimento definitivo.

Dalla parte opposta la filiera dei metalli (ferrosi e non) il cui recupero è una realtà consolidata che convive/compete da molti anni con la produzione primaria.

I rifiuti prodotti da attività sanitarie sono una particolare categoria di rifiuti speciali, la cui filiera di gestione si presta a interessanti valutazioni strategiche. A livello nazionale esiste un sistema consolidato che adotta ottimi standard di qualità e sicurezza a fronte di costi di gestione piuttosto elevati, nonostante la presenza di un mercato molto concorrenziale. A livello internazionale c'è un elevato interesse nei confronti dei paesi in via di sviluppo che, spesso, inviano i rifiuti sanitari nel flusso degli urbani con elevati rischi sanitari per operatori e popolazione.

Questo sito nasce dalla constatazione che la strategia di gestione dei rifiuti sanitari sicuramente offre un ampio margine di studio e approfondimento e potenzialmente può, e deve, essere oggetto di miglioramento. Il sistema è influenzato da molte variabili tra loro interconnesse che vanno valutate con attenzione.

L'adozione di sistemi di calcolo degli impatti economici, ambientali e energetici che tengano conto delle diverse realtà territoriali può costituire un utile supporto per operatori del settore, tecnici e decisori che si auspica vorranno prendere parte attivitamente alla realizzazione di tali sistemi.

Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l'umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un improvviso, incontrollabile declino del livello di popolazione e del sistema industriale.


I limiti dello sviluppo - 1972

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